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UN'ESPERIENZA DI MONOCOLI ED ALTRI AUSILI

Quella che vi voglio raccontare è la mia esperienza in tema di monocoli.

Per chi non lo conoscesse, il monocolo è un valido strumento ottico che consente una messa a fuoco di oggetti sia vicini che lontani. In pratica è come fosse una metà di un cannocchiale. Ce ne sono di varie dimensioni, comunque tascabili, e quindi facilmente trasportabili.

Io, per esempio, lo porto sempre con me e ne faccio uso quando devo vedere un cartello stradale, un'insegna, un dettaglio di una vetrina di un negozio, il display degli orari presente nelle stazioni ferroviarie; altre volte mi è utile per osservare da lontano un paesaggio (o per lo meno avere un'idea del paesaggio che appare ai miei occhi!!!) ovvero per leggere una didascalia in un museo a commento di un'opera d'arte. Tra le altre cose mi è utile per riconoscere le persone da una certa distanza, etc.

Alcuni anni fa ho acquistato il mio primo monocolo senza saperne molto (non ero ancora a conoscenza della nostra Associazione): il desiderio era quello di poter disporre di un ausilio facile da usare che permettesse di aiutarmi in momenti di difficoltà nella visione da lontano. Desiderio, oggi, quanto mai appagato. Il mio monocolo (ormai da battaglia), di marca sconosciuta (forse giapponese o giù di lì), è di tipo economico (non mi è costato più di 100.000 lire), forse per questo non precisissimo, non mi dà preoccupazioni particolari, perché so che, se anche lo perdessi, non avrei sciupato un capitale.

Recentemente, all'incontro che l'Associazione ha organizzato a gennaio a Bologna, ho avuto modo di farlo vedere ad altri acromati lì convenuti. In quella sede c'è stato anche uno scambio di informazioni fra coloro che ne possedevano uno.

L'interesse che alcuni acromati hanno mostrato a quello da me posseduto mi ha fatto sorgere l'interesse per saperne di più e poter dare qualche informazione a chi ne fosse interessato.

Innanzitutto, sono tornato dal negoziante che me lo aveva venduto ma purtroppo di quel modello non ne disponeva più. Ho girato per tutta la città ma non ho trovato rivenditori particolarmente informati su tale ausilio.

Ho comunque scoperto che tecnicamente ce ne sono di due tipologie: monocolo prismatico e monocolo galileiano. Il primo, per la particolarità delle sue lenti, consente la messa a fuoco ruotando su se stesso i due cilindri di cui è composto; è molto preciso ma proporzionalmente molto costoso. Per una buona resa è necessario impiegare entrambe le mani. Tra quelli che ho potuto provare o consultare nei cataloghi i migliori hanno un prezzo che si aggira attorno ai 250/300 euro (500.000/600.000 lire). Anche per il secondo la messa a fuoco avviene mediante la rotazione di un cilindro sull'altro, ma risulta più facilitata in quanto, ruotando su se stesso, il monocolo si allunga come un telescopio. Io personalmente lo trovo di estrema praticità perché riesco a mettere a fuoco anche con una sola mano. Il costo è molto più contenuto: 50/60 euro (100.000/120.000 lire).

Per chi ne fosse interessato è bene ricordare che nella scelta contano molto due caratteristiche: il numero degli ingrandimenti e la distanza della messa a fuoco.

Il numero degli ingrandimenti misura la capacità di ingrandimento del monocolo. In commercio ho notato le seguenti misure: 4X, 6X e 8X, dove "X" sta per "per" o ingrandimenti.

La distanza della messa a fuoco, a sua volta, si distingue in distanza minima e distanza massima. La distanza minima è molto importante perché misura la capacità di ingrandimento, e quindi di utilizzo del monocolo, per oggetti ravvicinati. La distanza minima che ho riscontrato va da 20 a 40 o 60 centimetri. Tuttavia, tanto più è minima la distanza della messa a fuoco, tanto minori sono gli ingrandimenti: ad esempio un monocolo con distanza minima di 20 centimetri difficilmente può raggiungere gli 8 ingrandimenti. Sul mercato è anche possibile trovare un adattatore che, abbinato al monocolo, consente di trasformarlo in microscopio, così da poter leggere scritte molto piccole su distanze molto ravvicinate. La distanza massima di messa a fuoco è generalmente l'infinito. Questo consente, quindi, di osservare anche da lontano.

Motivato dalla mia curiosità e dall'interesse che altri acromati hanno manifestato per questo ausilio ho fatto un po' di ricerche su Internet. Fra i vari siti ne ho trovato uno che con l'ottica e con gli ausili per ipovedenti in genere non ha molto in comune (figuriamoci con l'acromatopsia!!!), ma che a mio avviso può fare il caso nostro.

Lungi dal voler fare pubblicità, segnalo il sito http://www.cliped.it. Si tratta di un sito dove una ditta vende per corrispondenza prodotti di elettronica, modellismo, mineralogia numismatica e filatelia, apparentemente prodotti ben diversi dalle nostre esigenze. In realtà, navigando sul catalogo, o sfogliando quello cartaceo (che a richiesta arriva dopo pochi giorni), si possono trovare molte cose interessanti: lenti d'ingrandimento delle più svariate caratteristiche e dimensioni e, appunto, monocoli.

Incuriosito sia dalla scarsa attenzione prestatami dai rivenditori della città, sia dal modesto costo (51,65 euro più le spese postali) ho ordinato un monocolo 8X con distanza minima di messa a fuoco di 40 centimetri. Dopo pochi giorni ho ricevuto in contrassegno il pacchetto e con stupore ho capito di aver acquistato un monocolo (il mio secondo monocolo, quello di scorta) che soddisfa le mie esigenze.

In sostanza, a volte, si può spendere anche poco per avere ausili di decorosa qualità, ma ciò che più conta, si possono trovare strumenti efficaci a rispondere alle nostre insolite esigenze.

Francesco Bassani

(fonte: Notiziario dell'Associazione Acromati Italiani ONLUS - Marzo 2002)

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SEGNI CHE POSSONO INDICARE UN PROBLEMA VISIVO

I segni che possono indicare un problema visivo che non riguarda solo ed esclusivamente l'acromatopsia e che richiedono un controllo oculistico nel più breve tempo possibile possono essere:

Questi possono essere dei primi segni che suggeriscono un eventuale controllo oculistico, qui di seguito segnalo eventuali figure di specialisti alle quali, a seconda del problema, possiamo fare riferimento.

Neonatologo, oculista infantile, fisiatra: sono le figure professionali che seguono il bambino dal punto di vista medico.

Assistente sociale: fornisce le informazioni legislative relative ai diritti del bambino, sussidi economici, aiuti o eventuali facilitazioni.

Psicologo: specializzato nello studio del comportamento umano, delle emozioni, delle modalità di pensiero ed apprendimento.

Fisioterapista: interviene su problemi motori, psicomotori ed ortopedici per ottenere migliori prestazioni.

Ortottista: si occupa delle funzioni visive in collaborazione con l'oculista.

Terapista della riabilitazione: si occupa del recupero del residuo visivo.

Altre indicazioni utili si possono trovare in ogni capoluogo di provincia dove ha sede una sezione dell'Unione Italiana dei Ciechi (UIC) con funzioni di rappresentanza, tutela ed assistenza; all'Unione si ottengono informazioni sui diritti del bambino, servizi e disposizioni di legge (ad esempio previdenza, sussidi, pensioni, agevolazioni di trasporto, riduzioni dell'orario di lavoro dei genitori, permessi retribuiti, etc.).

Elisabetta Luchetta

(fonte: Notiziario dell'Associazione Acromati Italiani ONLUS - Marzo 2002)

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FOGLIETTO ILLUSTRATIVO DEI FARMACI PIÙ LEGGIBILE

Il foglietto illustrativo dei farmaci sarà stampato in corpo 10, per renderlo leggibile a tutti, più semplice nei concetti, compilato con domande e risposte e soprattutto stampato in corpo 10 (quindi più grande), in modo che sia leggibile anche a chi ha problemi di vista.

La decisione è stata presa dal Ministro della Salute ed è il frutto di un accordo con Farmindustria. "Molti anziani", ha spiegato il Ministro, "ci scrivono e ci dicono che non riescono a capire i foglietti illustrativi. Non riescono nemmeno a leggerli. Noi li abbiamo impostati, quindi, in un modo diverso: con domande e risposte semplici e con un corpo 10, in modo tale da renderli leggibili davvero e utili alle persone che usano i farmaci. Non ai medici, a cui va una scheda tecnica".

Elisabetta Luchetta

(fonte: Notiziario dell'Associazione Acromati Italiani ONLUS - Marzo 2002)

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LIBRI PER ALUNNI IPOVEDENTI

Considerato il grande successo ottenuto nell'anno scolastico 2001/2002 dall' iniziativa dell'Unione Italiana dei Ciechi e della Biblioteca Italiana per i Ciechi di produrre, su specifica domanda, i libri di testo personalizzati per gli alunni ipovedenti, l'iniziativa stessa sarà ripetuta anche per l'anno scolastico 2002/2003.

In tale prospettiva, l'Unione Italiana dei Ciechi ha indirizzato ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali apposita lettera, per richiedere che l'informazione sia adeguatamente fatta pervenire a tutte le scuole, per averne la collaborazione.

I Responsabili Provinciali per l'Istruzione ed i Presidenti Sezionali sono invitati ad intervenire presso le scuole frequentate da alunni ipovedenti, per sollecitarle ad avvantaggiarsi di questa opportunità offerta ai docenti ed ai loro alunni, ma anche per individuare le priorità relative ai testi di cui chiedere la trascrizione.

Dal momento che le cause dell'insufficienza visiva sono diverse da soggetto a soggetto, diversa è anche la funzionalità della vista di ciascuno.

Per rispondere in maniera efficace alle esigenze di lettura dei singoli alunni, nell'anno scolastico 2001/2002, l'Unione Italiana dei Ciechi, in collaborazione con la Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita", ha organizzato un servizio specializzato, sulla base del principio del "book on demand", secondo il quale, utilizzando le più recenti tecniche di stampa, sono stati forniti a ciascun lettore testi stampati con il tipo di carattere e di impaginazione più rispondenti alle sue caratteristiche visive.

Il servizio istruzione si impegna a inviare alle scuole interessate i campioni di scrittura, in modo da consentire la scelta di quello più funzionale per ogni alunno ipovedente, e prenderà i necessari accordi sui testi da trascrivere.

Il servizio di personalizzazione dei testi è del tutto gratuito.

Vi ricordo che segnalazioni tardive saranno causa della lunghezza dei tempi di trascrizione, e rischierebbero di rimanere senza risposta in tempo utile, sarebbe inoltre consigliato limitare la richiesta di ingrandimento ai testi piu' essenziali.

Elisabetta Luchetta

(fonte: Notiziario dell'Associazione Acromati Italiani ONLUS - Marzo 2002)

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